Marco Conte, il nuovo singolo “Décolleté”, intervista: “la musica è sempre stata dentro di me”

Marco Conte

Marco Conte, cantautore avanguardista e audace, un vero Artista con la A maiuscola, è capace di reinventarsi costantemente, con la peculiarità della sua vocalità eclettica, generando testi intensi che si fondono perfettamente a sonorità ammalianti ed internazionali. Il magazine Emozionienozioni ha ospitato Marco Conte in occasione dell’uscita del suo nuovo singolo “Décolleté“. Durante l’intervista, il giovanissimo e talentuosissimo cantautore milanese, si è raccontato senza filtri tra riflessioni e segreti.

Hai una vocalità eccezionale, quando ha preso forma il tuo amore per la musica?

Anzitutto grazie mille, apprezzo tantissimo questo complimento perchè, in fondo, tutto ciò che cerco di fare è utilizzare la MIA voce, far sentire la mia vera voce, sia in senso letterale che metaforico. Spesso i cantanti (i giovani emergenti soprattutto) si dimenticano di questo e puntano a “imitare”, e questo fa male. Ad ogni modo direi che la musica è sempre stata dentro di me, “nelle mie vene” per così dire, facendo sentire il suo richiamo in ogni occasione.

Marco Conte

Quali sono gli artisti che hanno influenzato in particolare il tuo iter artistico?

Sicuramente Billie Joe Armstrong, frontman della band Greenday, che mi ha insegnato e trasmesso il potere liberatorio della musica (il punk in specie). E poi Ed Sheeran e Ryan Tedder, che mi hanno educato al songwriting come eterna passione-professione. 

Sei stato protagonista indiscusso in innumerevoli competizioni canore di livello nazionale e internazionale. In quale emozione ti rispecchi maggiormente quando canti dal vivo?

Quando canti su un palco (soprattutto un palco prestigioso o davanti a molte persone) è sempre come la prima volta. Sei messo a nudo e ritorni bambino, con tutto quanto di emozionante e spaventoso che ciò comporta. E’ bello ogni tanto stare face-to-face con le proprie paure…e personalmente amo la vertigine. 

Marco Conte

Ti sei esibito a Sanremo come ospite de “Il Vinile d’Argento” e di “Cantanti per Passione” (Vince Tempera, Francesco Strano). Cosa rappresenta per te il Festival di Sanremo? Come hai vissuto il clima Sanremese?

Sanremo è sempre stato un sogno ed esibirmi in particolare al teatro del Casinò (teatro dei primi storici festival di Sanremo) è stato il coronamento di un sogno di giovinezza. 

Tra gli ultimi riconoscimenti e premi per i tuoi brani: Young Festival di Radio Bruno, Premio Folcioni, Bonola Sound Music Contest, Varedo in Canto, Festival di Arese, Festival di Chieri, Cantanti per Passione di Strano Francesco, Fantastico Festival, Genova per voi (Siae e Universal). Come hai percepito dei traguardi così emblematici?

La musica dà, dà tanto. Tante amicizie, tante lacrime, tanti “traumi” emotivi, ogni volta. Ti dà e non ti toglie nulla e alle volte sa che c’è bisogno di regalarti questi piccoli grandi traguardi: non per aggiungere dischi, coppe e medaglie alla parete, ma per gridarti: “Marco! Sei sulla strada giusta! Continua così! Insieme stiamo facendo belle cose, e ne faremo di straordinarie!”.

Marco Conte

Il tuo nuovo singolo, “Décolleté” è firmato dallo straordinario beatmaker e producer Little Beat, com’è nata la vostra collaborazione?

Posso solo dire: “Grazie, grazie e grazie a Little Beat!”. E’ un beat-maker super promettende che ha avuto stima di me fin da subito, “regalandomi” una sua produzione. Abbiamo da subito creato un grande feeling umano e professionale e stiamo facendo squadra per sfondare insieme!

“Décolleté” è  estremamente internazionale, unisce le sonorità indie al sound del trap americano, qual è la genesi del brano?

Sono uscito una sera, o meglio mi sono esibito, sul palco in una  bellissima location sul lago nel Lecchese. Ricordo tra la folla questa ragazza estremamente affascinante, provocatoria ma non volgare. Scrivere questo ritornello è stata (semplicemente) la conseguenza immediato. 

Nel tuo nuovo singolo illustri un amore ai suoi albori, tra incanto e disincanto. Quanto credi che l’amore possa essere oggigiorno il motore del mondo?

L’amore è tutto: se non c’è amore in ogni nostro singolo banalissimo gesto (amore per quello che facciamo, per le persone vecchie e nuove che incontriamo), se non c’è amore in ogni singola parola, in ogni singola sillaba che stiamo scambiando adesso io e te, stiamo perdendo tempo ragazzi…

Hai affidato registrazioni, produzione vocale, mix e master al grande Alessandro Mancuso, produttore di molti artisti attualmente di spicco sulla scena musicale, qual è stato il consiglio più prezioso che hai appreso da Mancuso?

Alessandro è un mago della produzione, dell’arrangiamento e dell’ingegneria del suono. Ha un grandissimo gusto estetico e mi aiuta sempre a curare la bellezza e l’eufonia di ogni singolo dettaglio e passaggio. 

La grafica del tuo nuovo singolo conferisce leggerezza e possiede un’aura trasognante, quanto sei stato coinvolto nella scelta dei colori che rappresentano la canzone?

Sarò sincero, il grafico che l’ha curata, Paul Earl, designer e illustratore di fama internazionale, per me è una garanzia. Ho la fortuna di conoscerlo bene e da lungo tempo, so di potergli dare carta bianca. Anche in questo caso mi sono limitato a fargli ascoltare il brano e lasciare che lo reinterpretasse a modo suo nella copertina e…il risultato è stato superiore alle aspettative!

Sei giovanissimo, ma hai già lavorato a stretto contatto con Antonio Marino e Laura Ciriaco (The Voice) e con Nyv (Sanremo Giovani, Amici), cosa hai provato confrontandoti con artisti del loro calibro?

Emozione, modestia, ma soprattutto tanta fame di imparare e di vivere la loro stessa passione!

Recentemente ti sei esibito al prestigioso teatro del Casinò di Sanremo, con Lele Mora. Cosa porterai con te dell’esperienza a Sanremo? Com’è stato collaborare con Lele Mora?

Più ti avvicini al cuore della musica, o meglio, dell’industria musicale e discografica, e più ti fai domande sulle tue reali motivazioni. So che non è una risposta molto politica, ma è importante in questo mestiere essere trasparenti. Spero non mi facciano causa per diffamazione perchè non potrei permettermi avvocati buoni come i loro! Sicuramente ho percepito tanta pena per Tenco, pace all’anima sua. 

Sei autore per diversi artisti emergenti, tra cui: Nihel (Area Sanremo 2021), Simone Veludo (Castrocaro e Sanremo Giovani 2021), Martina Raiola, Giorgia Pastori, Lisa Selmi, Deborah Ruggiero, Tommaso Araboni, Venere, Federica Labate in collaborazione coi producer Emanuele Sciarra, Nati e Alessandro Mancuso. Quanto sono autobiografici i tuoi brani?

Al 100%, perchè (purtroppo e per fortuna) ho vissuto sulla mia pellaccia ogni singola parola. Allo 0% perchè il tutto è ricominciato, ricollegato tra passato e presente, tra realtà e sogno…

Hai intrapreso un percorso accademico presso un celebre istituto VMS, con Andrea Leprotti e Domenico Vena, come hai vissuto la metodologia dell’accademia VMS? Qual è stato il consiglio più prezioso che hai ricevuto?

La cura, l’attenzione da mettere nella scelta di ogni singola nota melodia, di ogni singola immagine nel testo, della progressione armonica degli accordi: scegliere con minuzia e cura ogni singolo elemento, senza passarci sopra. 

Con quali artisti saresti interessato a creare una collaborazione in futuro?

Amo gli emergenti, perciò è sempre a loro che guarderò, ai pochi che non copiano. 

Come vivi il mondo dei social network?

Sono la cosa più bella che ci abbia regalato la società di oggi: con un tap sullo schermo posso imparare, svagarmi, incontrare, viaggiare con la mente, lavorare, formarmi…è una possibilità e una ricchezza che può capire solo chi è cresciuto senza! Certo vanno usati, come tutte le armi, dall’impugnatura e con tecnica. Altrimenti ci si fa male. 

Sei frontman dei Simple Mint, insieme a Simone Ostini. Qual è la più grande differenza tra il tuo percorso da solista e il cammino con la band?

Con la band mi focalizzo su un genere (il punk rock) e su un idioma (la lingua inglese). Da solista la mia unica regola è quella di non avere regole. 

Parteciperesti a un talent show?

Con piacere!

Qual è il motto in cui ti identifichi maggiormente?

Memento audere semper! (senza le implicazioni e le strumentalizzazioni ideologiche che questo motto a volte ha subito, ovviamente)

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Sinceramente non lo so: ho tanti brani in lavorazione, progetti di management per artisti emergenti, eventi live in vista…ma sono sincero. Ho ancora troppa fame di novità e di un nuovo “Marco Conte” nella musica. Forse anche nella vita

Marco Conte su Instagram

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Pubblicato da Emozionienozioni

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