Vanessa Contucci: artista versatile e straordinaria

Vanessa Contucci

Intervista all’attrice Vanessa Contucci: autentica, versatile e straordinaria.

Vanessa Contucci amatissima per i suoi ruoli in molteplici pellicole cinematografiche, è un’attrice, ballerina e cantante che si contraddistingue per la sua incommensurabile versatilità e per il suo straordinario talento.

Autentica e profonda, Vanessa Contucci, possiede un dono rarissimo che la rende estremamente speciale e la differenzia tra le innumerevoli dive. Vanessa Contucci è un’Artista con la A maiuscola.

Tra i suoi tantissimi personaggi, ha recitato in alcuni dei titoli cinematografici più acclamati degli ultimi anni: La scuola Cattolica con la regia di Stefano Mordini, Baby 3 con la regia di Andrea De Sica, Sotto il sole di Riccione con la regia di Enrico Vanzina e Famosi in 7 giorni con la regia di Gianluca Vannucci.

L’arte in tutte le sue forme è il pane quotidiano di Vanessa Contucci e le consente di esprimere se stessa comunicando il suo amore per la vita.

Ciao Vanessa, sei un’artista giovanissima, bellissima ed immensamente dotata di talento, quanto pensi che conti la determinazione per intraprendere il cammino della recitazione?

Intanto ringrazio per i complimenti. Considero i miei talenti un qualcosa di eternamente incompleto, cerco di aggiungere sempre qualcosa ad essi, difficilmente sono soddisfatta di qualche lavoro personale. Una mania di perfezionismo che i miei genitori mi hanno trasmesso e che va tenuta a bada. E’ qua che arrivano in soccorso professionisti che mi affiancano e che mi aiutano a tirare fuori il meglio di me, per diventare sempre più sicura e consapevole dei punti di forza e di quelli sui quali invece va riposta più attenzione. La determinazione e la perseveranza sono due composti chimici fondamentali, che devono venire in supporto nei momenti morti. Anche perché il lavoro dell’artista è fatto soprattutto di attese, rifiuti, gestione di alti e bassi. Ed essere disciplinati anche nel reggersi in piedi nei momenti difficili. Una vita su di un’altalena, bisogna saper accettare momenti belli e tristi e non farsi affascinare troppo nè dall’uno nè dall’altro.

Vanessa Contucci

Come hai scoperto la tua passione per il mondo dell’arte? Hai mai pensato di scrivere un libro per raccontarti?

L’amore per l’arte nasce con me, fin dai miei primi di anni di vita; inconsapevole di cosa sarebbe divenuta un domani. Sicuramente il primo incontro è avvenuto con il disegno. Per me era scontato saperlo fare. Disegnare era facile come camminare. Ho anche la fortuna di avere uno storico di artisti in famiglia, che vanno da pittori a musicisti e questo ha steso inconsciamente in me delle basi che mi hanno proiettata nelle scelte che oggi sto coltivando. Senza creatività mi sento oppressa, quando qualcuno cerca di dominare ed impormi brutalmente il suo pensiero è come se un coltello stesse trafiggendo il mio stomaco. Un istinto che mi porta ad allontanarmi dai prepotenti. Per questo negli anni ho imparato a selezionare in maniera quasi chirurgica le persone di modo che non boicottino i miei obbiettivi. Sono sempre stata affascinata dall’arte. Nella mia vita non possono mancare il canto e la danza. A breve inizierò anche dei corsi per imparare a suonare il piano, di modo che possa accompagnarmi mentre canto. Ho sempre avuto un punto di vista analitico fin da piccola, mi piaceva studiare in maniera dettagliata e a volte quasi ossessiva le situazioni quotidiane per cercare di estrapolarne il significato meno evidente all’occhio umano. Volevo custodire un segreto di un determinato momento/situazione che altre persone nel mio medesimo istante per via della fretta non avrebbero mai notato e ricordato. Assolutamente sono convinta che scriverò un libro, non so se autobiografico. Dentro me cova il desiderio di venire in soccorso ed infondere motivazione e rinascita a persone che hanno perso la fiducia. Portare un messaggio positivo per esorcizzare le paure per trovare la giusta leva mentale che possa riportare al raggiungimento degli obbiettivi sperati.

Vanessa Contucci

La commedia “famosi in 7 giorni” irriverente e anticonformista racconta aspetti inediti della quotidianità degli attori. C’è un avvenimento che ricordi particolarmente dei giorni delle riprese? Cosa consiglieresti a chi vuole avvicinarsi alla recitazione?

Nel film “famosi in 7 giorni” ricordo benissimo il mio primo giorno sul set; nonostante fosse la mia prima volta mi sentivo molto sicura di me. Si respirava una buona energia. Tutti erano spaventati dalla mia inesperienza, ma a me non interessava il loro parere e li tranquillizzavo fingendo di sapere le battute alla perfezione. Una sicurezza che ci ha fatto portare a casa il risultato pochi ciak dopo. Ricordo che il momento in cui dovevo baciare i due attori protagonisti non suscitò timore in me. Stavo interpretando il ruolo di una ragazza sfrontata e questo mi gasava. Mi ha permesso di pescare le caratteristiche più ingenue ed istintive della mia personalità per metterle a disposizione del personaggio. Dopo questa mia prima esperienza cinematografica l’orgoglio nell’aver fatto parte di un cast cinematografico mi ha portata sulla strada della formazione artistica e così la scelta di scuole ed insegnati di qualità. È un percorso duro ma con la giusta energia e grinta si possono raggiungere vette inimmaginabili.

Hai già recitato fianco a fianco con personaggi internazionali, c’è un nome con cui vorresti collaborare?

Tra le tante celebri star internazionali mi viene in mente Colin Firth, sono rimasta colpita da alcuni suoi tratti caratteriali ed espressivi che sono emersi in alcuni dei suoi personaggi. Ma ce ne sono tanti altri, perché ognuno di loro mi metterebbe alla prova diversamente.

È risaputo che la regia egemonizzi ed infonda valore alle storie narrate. Cosa ti ha insegnato la straordinaria regia di Gianluca Vannucci?

Essere stata diretta e scelta da Gianluca per il mio ruolo è stato un momento di grande gioia. Gianluca è stato molto veloce ed esaustivo nel darmi le direttive. Ci siamo trovati a dover recitare nella stessa scena, quindi tra un ciak e l’altro si limitava a darmi delle indicazioni che io cercavo di cogliere e soddisfare al meglio.

Se potessi scegliere di interpretare un ruolo nel remake di uno dei film che hanno segnato la storia cinematografica, tra gli innumerevoli titoli che ci hanno fatto sognare, quale ruolo sceglieresti?

Ripescando un cult della mia generazione mi viene in mente Kill Bill. Adoro Tarantino e l’idea di vendetta che ne fa da sfondo nei suoi film mi smuove corde emotive che spesso per perbenismo tendo a dimenticare; alcuni non lo apprezzano ma a me piacciono la sua intelligenza e le sue scelte stilistiche per arrivare al pubblico. Porterei un personaggio femminile che difende i più deboli a scapito dei prepotenti. Sono nata con la responsabilità di rivendicare i più deboli ed è una caratteristica con la quale o ci nasci e la vuoi toccare con mano o ti limiti nel chiudere gli occhi e da ipocrita a schierarti sempre e solo con chi vince e basta. Ma nel mio caso quando ci si imbatte nelle ingiustizie si soffre, sia che vengano fatte a voi, sia che che vengano fatte agli altri. Inoltre portare di nuovo sul palcoscenico un personaggio del genere significherebbe dedicare ogni giorno tantissime ore anche alla preparazione sportiva.

Pubblicato da Emozionienozioni

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