Roberto Rajmondi, il nuovo singolo “Canto Notturno (di un papua errante del Pacifico)”, intervista: “i Queen sono stati la mia adolescenza, De André, Fossati, De Gregori, un po’ tutto il cantautorato Italiano e Springsteen sono arrivati dopo, nel periodo universitario”

Roberto Rajmondi

Roberto Rajmondi, cantautore e musicista, classe 1987, nato in Sicilia, eclettico e intenso, è un artista che parla con fervore all’animo umano.

Il magazine Emozionienozioni ha ospitato, Roberto Rajmondi, in concomitanza con l’uscita del suo nuovo singolo.

Il tuo nuovo singolo “Canto Notturno (di un papua errante del Pacifico)” si affaccia su una tematica estremamente rilevante, qual è la genesi del brano?

Dopo l’ultimo lavoro “Cenere e vino”, abbiamo deciso di comporre un intero album di canzoni che avessero come tema il rapporto dell’Uomo con l’ambiente che lo circonda. In fondo il tema che volevamo toccare era la relazione dell’Uomo con se stesso, sottolineando come ambiente e abitanti di quell’ambiente non sono affatto due entità distinguibili, ma indissolubilmente collegate. Il Great Pacific Garbage Patch, il fenomeno delle “isole di plastica” era in una lista di temi che abbiamo stilato progettando il disco. Ci venne l’idea di poter trattare di questa problematica dal punto di vista di qualcuno che lo subisse interamente: un ragazzino di qualche isola del sud Pacifico che vede nascere un’isola di spazzatura e rifiuti provenienti dall’altro capo del mondo. E spesso è proprio così che va: non c’è consapevolezza delle grandi conseguenze dei nostri piccoli gesti, come per chi, fumando anche una sola sigaretta al giorno, accumula negli anni pericolose quantità di sostanze tossiche nei propri polmoni.

Roberto Rajmondi

Inoltre il tuo nuovo singolo “Canto Notturno (di un papua errante del Pacifico)” vede la cooperazione dell’associazione di volontariato Plastic Free Odv Onlus, quanto conta sensibilizzare per tutelare l’ambiente?

L’unica strada che può cambiare davvero l’andazzo generale è la consapevolezza dei singoli. Se siamo arrivati fin qui è soprattutto a causa di una perdita di sensibilità, un uso sempre minore dei nostri sensi. Anestetizzati, eccitati, alterati – difficilmente ci rendiamo davvero conto delle conseguenze delle nostre azioni sul nostro stesso corpo (pensa al tipo di alimentazione o di aria che respiriamo quotidianamente nelle città), figuriamoci il pensare all’Ambiente – questo luogo misterioso che chissà dov’è collocato. È fondamentale tornare a usare i nostri cinque sensi, ma anche e soprattutto il senso critico. Una canzone non cambia il mondo, volevamo che questo lavoro potesse supportare chi sta sulla strada, chi compie azioni concrete per “risvegliare i sensi”, come le ragazze e i ragazzi di Plastic Free.

Roberto Rajmondi

Quanto sei stato coinvolto in prima persona nella realizzazione del videoclip ufficiale del brano “Canto Notturno (di un papua errante del Pacifico)”?

La regia di tutti i videoclip che ho girato ad oggi, sono stati curati da Alberto Francesco Culotta. Tutta la realizzazione, l’idea, gli storyboard e persino il montaggio, vengono sempre curati da Alberto. Ovviamente tutte le sue idee vengono sempre condivise con me per avere anche una mia impressione sui vari progetti, ma ho sempre avuto estrema fiducia sul suo modo di lavorare per via della passione palpabile che mette in ogni progetto. La parola che meglio ci contraddistingue credo che sia “simbiosi”, ogni volta che parliamo o progettiamo nuova musica lasciamo che ognuno di noi “compia” il proprio lavoro senza mai interferire sui nostri brainstorming. Il mio aiuto finale sulla realizzazione dei videoclip è sempre più che altro fisico per i vari spostamenti della strumentazione. Non mi limito a comparire sulla scena alla fine della produzione, credo che non ci riuscirei.

Roberto Rajmondi

Qual è il tuo primo ricordo relativo alla musica?

In casa mia la musica ha sempre avuto una grandissima influenza sulla mia quotidianità, la mia famiglia è formata da musicisti e cantanti ed è un dono che ormai ci tramandiamo da generazioni. Fin da piccolo ho sempre avuto che fare con la musica, ho iniziato col gruppo folkloristico di mio padre che ancora oggi si occupa di portare avanti la tradizione e la cultura popolare della mia splendida regione che è la Sicilia.

Sei nato in un luogo estremamente incantevole, quanto il fascino della tua Sicilia ha ispirato la tua passione per la musica?

Bellezza chiama bellezza. Ma non solo il fascino di questa terra è ispirante, anche le sue contraddizioni mi hanno sempre spinto a cercare parole e musiche che potessero gettare uno sguardo sulle ombre di questa bella Sicilia.

Quali artisti hanno avuto una particolare predominanza sul tuo iter musicale?

I Queen sono stati la mia adolescenza, mi hanno accompagnato durante tutta quella fase. Di loro ho anche amato la complessità dei loro arrangiamenti, l’aver integrato la musica operistica nel rock e poi Freddie… la sua vocalità mi è sempre vibrata dentro. Ancora oggi ascoltandolo mi emoziona tantissimo. De André, Fossati, De Gregori, un po’ tutto il cantautorato Italiano e Springsteen sono arrivati dopo, nel periodo universitario, in Faber le intensità dei testi, gli arrangiamenti etnici e il calore della sua voce e ovviamente le sue ricerche musicali mi hanno come illuminato, come se tutto quello che cercavo e avevo bisogno di sentire fosse tutto lì; mentre Springsteen… lui è un’esperienza coinvolgente, riesce a parlarmi dentro; tutto quello che canta e il come lo canta riesce a toccare corde emotive che probabilmente nessuno è mai riuscito semplicemente cantando una canzone.

Cosa rappresenta la musica nella tua quotidianità?

Nella mia adolescenza e in una buona parte del mio diventare grande la musica è sempre stato tutto, dicevo che non avrei potuto vivere senza di essa, ma negli ultimi anni della mia vita, mi sono reso conto che la musica è un veicolo su una strada a due direzioni, che riesce a trasportare contenuti e a riportarmi emozioni e riflessioni. Sono grato per il percorso che ho fatto in questi ultimi anni, perché anni fa vivevo la musica come mezzo per utilizzare il belcanto e cercavo in tutti i modi di utilizzare tutta la mia estensione e doti canore per cercare di emozionare ma in questo nuovo progetto ho cercato di lasciare più spazio al contenuto riducendo la mia vocalità all’essenziale, senza mai caricare troppo. Credo che la bellezza sia equilibrio e quindi bisogna sempre soppesare tutto, senza mai caricare troppo per pura vanità.

Il tuo album “Senza Limiti” vanta la presenza della Corner Band. Com’è nata la vostra collaborazione?

Corner Band nasce quasi per necessità dopo un improvviso e terribile lutto che sconvolse le nostre vite; credo che la nascita del progetto Corner Band sia stata una chiara risposta ad un desiderio di rinascita che sentivamo chiaramente. Sai, io non credo nel destino, sono un Cristiano e so che tutto viene incastrato perfettamente e per un motivo dal vero Artista per Eccellenza. L’album “Senza Limiti” nasce dopo qualche anno di live e raccolte di cover, incentrati principalmente su testi cristiani e biblici. Purtroppo abbiamo dovuto interrompere (per il momento) la nostra collaborazione per via della partenza all’estero mia e di mia moglie, ma chissà che in un futuro non possano esserci delle novità. Vedremo… 

Alberto Culotta ha firmato “Spirito e Volontà” e anche “Canto Notturno (di un papua errante del Pacifico)”, quanto è stato importante il vostro incontro nel tuo percorso artistico?

Alberto ha firmato ad oggi tutti i testi dei nostri (li ritengo di entrambi, non riesco a dire solo miei, non sarebbe vero!) album. E’ una collaborazione iniziata per gioco durante i nostri sedici anni e poi quando provai le selezioni per un Sanremo chiesi ad Alberto di scrivere una canzone assieme da portare alle kermesse e uscì “Andare” (che fa parte dell’album Profumo). Posso dire che da li non ci siamo più fermati e sono grato per la sua creatività, ma prima di tutto per la sua amicizia.

Come ti rapporti ai social network?

Ormai i social sono uno strumento importantissimo per chiunque. Sicuramente hai un accesso velocissimo ad un pubblico. In pochissimo tempo e con le giuste strategie riesci a raggiungere un pubblico vastissimo, e se ci pensi è incredibile quanta gente si possa raggiungere stando comodamente seduti dal divano di casa. Sicuramente la potenzialità dei social è veramente enorme, ma allo stesso tempo è un potere molto fragile.

Amici di Maria De Filippi, XFactor, o Tú Sí Que Vales? Quale talent show sceglieresti?

Ho provato qualche mese la partecipazione a Tu Si Que Vales, passando diverse selezioni, ma alla fine non sono riuscito ad approdare su quel palco. Probabilmente ci riproverò, sarebbe sicuramente una bellissima esperienza sia umana che artistica.

Qual è la frase che sposi più assiduamente?

“Ama il prossimo tuo come te stesso”

Con quali artisti vorresti realizzare un featuring prossimamente?

Ho tanti “sogni nel cassetto” ma preferisco essere razionale e parlare del progetto che abbiamo ormai intrapreso con questo nuovo singolo; uno dei prossimi brani avrà la collaborazione di DENSO, un cantautore palermitano che stimo molto sia come persona che come artista, lo conosco dal periodo universitario. Credo che abbiamo fatto un bel lavoro insieme e non vedo l’ora di farlo ascoltare a tutti.

Quali sono i tuoi prossimi programmi?

Completare e mettere in fila le canzoni del nuovo album, farle uscire, una alla volta. Magari sviluppare un progetto live, una piccola band, per portare in giro questa musica. E poi, già c’è qualche idea per un nuovo progetto musicale, vedremo.

Il videoclip ufficiale del brano Canto Notturno di Un Papua Errante Del Pacifico di Roberto Rajmondi

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Pubblicato da Emozionienozioni

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