Al Vox, il nuovo singolo “Astrolove” e il nuovo disco “Trenta”, intervista: “sono totalmente libero nelle espressioni testuali e musicali”

Al Vox

Al Vox, il suo vero nome all’anagrafe è Alberto Lupia, nato a Genova, autentico e sorprendente cantautore, regista, scrittore, attore, polistrumentista, è uno dei più talentuosi esponenti dell’attuale panorama musicale.

Il magazine Emozionienozioni ha ospitato Al Vox in occasione dell’uscita del suo nuovo disco “Trenta” e del suo nuovo singolo “Astrolove”.

Quando ti sei innamorato per la prima volta della musica?

L’arte in genere la sento nel sangue. Non solo per studi su essa. Anzi non sono stati il primo passo. Il primo passo è stato venerare e adorare l’arte, quindi leggere di lei  e sposarmici, per così dire.

Il tuo nuovo singolo “Astrolove”, travolgente synthpop psichedelico dalle sonorità post-punk rimanda a un mood denso di libertà. Quanto la musica ti consente la libertà di essere te stesso?

Cari Amici. Qualunque canzone mia ascoltiate è sempre un manifesto dell’antistigma e della mia missione personale contro. Bisogna essere liberi e non temere rigetto. Io sono totalmente libero nelle espressioni testuali e musicali. Non scrivo per me brani a tavolino o cartoline che mostrano il contrario della realtà, io non posso che proporre ciò che sono e fin’ora, grazie all’etichetta e da riscontri sia pragmatici che in privato, evidentemente così male non è questo percorso. Nonostante ciò, nei prossimi progetti troverete altri immaginari. Seppur, scavando nel mio passato, c’è un po’ di tutto a livello di tema.

Quanto sei stato coinvolto nella realizzazione del videoclip ufficiale del tuo nuovo singolo “Astrolove”?

Totalmente. L’ho fatto io con le mie forze. Abitiamo in un mondo, sulla carta, Sociale, ma non così invero. Inoltre usiamo un Social che non si comporta da Social. Allora ho utilizzato anche i suoi strumenti perché volevo dire “Per una volta, è stato utilizzato veramente in maniera sociale”

Al Vox

Qual è il filo conduttore del tuo nuovo disco “Trenta”?

Che ho compiuto Trent’anni e i motivi per i quali in questi pochi mesi ho perso affetti sono del tutto puerili, pertanto deve essere l’esaltazione di chi si è (senza megalomania). Per essere contro al Rigetto. Per cominciare una nuova decade nella promessa a me stesso di non cadere.

Nel tuo nuovo album, oltre a celebrare i tuoi trent’anni, voli alto tra le tue prerogative personali guardando al futuro. Qual è la tua principale fonte d’ispirazione?

Il fatto che da quando mi sveglio a quando torno a letto è un pensiero fisso che mi porta pensare che, in buona o cattiva sorte, sarò sempre a creare.

Nel disco “TRENTA” hai curato scrupolosamente ogni dettaglio, è evidente la tua grandissima preparazione, è un manifesto artistico in cui illustri la tua percezione dell’Arte e dell’attuale mercato musicale. Quanto ti preoccupano le conseguenze della pandemia sulla musica?

La Pandemia c’è. Ma NESSUNO ha fatto nulla per i musicisti emergenti. Nemmeno con richiesti quasi da “Vendita delle indulgenze”. Non credo proprio che il settore alto ne ha avuto problemi, perché nessuno di loro lo vedo in strada. Invece emergenti o anche artisti un tempo in auge si. Scusate, ma è universalmente da definire Orribile anche per la psiche umana.

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Quanto la musica contribuisce a guarire le ferite?

Tantissimo. La musica è terapia. Che tu stia bene o male. La musica a volte le previene, a volte le declama, ma il risultato è unico: “La Cura”

Nel brano “Ho perso” hai concretizzato un feat d’eccezione con Luisenzaltro, com’è nata la vostra collaborazione?

Trovo in Luisenzaltro un artista ed essere umano d’eccezione. Purtroppo il mondo manca di umanità, pertanto lo rende talmente raro, che, oltre che volerci bene come amici, ho trovato doveroso abbracciarlo in Featuring. E non a caso in una canzone dove si fornisce una possibile soluzione per chi soffre, qualsiasi sia la natura.

Hai un talento unico, quali sono i personaggi che hanno influenzato particolarmente il tuo percorso artistico?

Ho dei maestri come tutti. Ma sono serviti solo a costruire la mia identità artistica personale. Amici ne ho davvero tanti e non voglio essere chilometrico, posso solo dire che ascolto dalla più antica forma di musica a quella più attuale. Se mi piace e stimola, è già maestra.

Con quali artisti vorresti collaborare in futuro?

Trovo talmente bello condividere un brano con un artista che potrei rispondere tranquillamente: Tutti.

Nelle tue canzoni traspare in maniera tangibile la tua ricerca di una verità capace di generare un abbraccio universale. Come prendono forma le tue canzoni?

Prendono forma dalla mia Mission. Stare vicino a chi soffre parlando e tendendogli la mano in musica. Per poterlo fare ho fatto di sofferenza la saggezza per insegnare questo a chi ancora soffre e non si rende conto che è l’ultimo che dovrebbe autocolpevolizzarsi.

Quali sono i tuoi progetti imminenti?

Cari Amici tante cose potrei dire invero. Ma tempo al tempo, ma una cosa posso dirla, dato che fu già annunciato in interviste passate. Usciranno due canzoni. Ovviamente sono in TBA seppur pronte. Una sorta di Lato A e B chiamato “NoEasy”. Non voglio entrare nel dettaglio del perché si chiama in tale modo. Ma ringrazio la mia Label/Famiglia perché grazie a loro la mia adorata cagnolina Suzy sentirà la canzone a lei dedicata.

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Pubblicato da Emozionienozioni

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